Defensive Functioning Scale del DSM-IV: Livelli difensivi e singoli meccanismi di difesa.

 Il DSM-IV propone al diagnosta una Scala del funzionamento difensivo (Defensive Functioning Scale) gerarchicamente organizzata in sette livelli. La scala, che comprende una sorta di “asse del funzionamento difensivo” e un glossario dei meccanismi di difesa e degli stili di coping, è introdotta da queste parole:

I meccanismi di difesa (o stili di coping) sono processi psicologici automatici che proteggono l’individuo dall’angoscia e dalla consapevolezza di pericoli o fattori stressanti interni o esterni. Le persone spesso non si accorgono del funzionamento di questi processi. I meccanismi di difesa mediano le reazioni dell’individuo nei confronti dei conflitti emozionali e dei fattori stressanti interni ed esterni. I singoli meccanismi di difesa vengono suddivisi da un punto di vista concettuale in gruppi affini, che vengono denominati Livelli Difensivi. Per utilizzare la Defensive Functioning Scale, il clinico dovrebbe elencare fino a sette degli stili di difesa specifici (partendo dal più rilevante) e quindi indicare il livello difensivo predominante osservabile nel paziente. Ciò dovrebbe riflettere gli stili di difesa utilizzati dal soggetto al momento della valutazione, e andrebbe integrato da tutte le informazioni disponibili circa le modalità di difesa utilizzate dal soggetto nel periodo precendente alla osservazione. I singoli meccanismi di difesa da elencare possono essere ricavati dai diversi Livelli Difensivi.

Defensive Functioning Scale del DSM-IV: Livelli difensivi e singoli meccanismi di difesa.

7: LIVELLO ALTAMENTE ADATTIVO. Livello di funzionamento difensivo che consente un adattamento ottimale nella gestione dei fattori stressanti. Queste difese solitamente consentono la massima gratificazione e permettono di rendersi consapevolmente conto dei sentimenti, delle idee, e delle loro conseguenze. Inoltre, consentono un valido equilibrio tra i motivi di conflitto. Esempi: Affiliazione - Altruismo - Anticipazione - Auto-affermazione - Auto-osservazione - Humor (Umorismo, Ironia) – Repressione - Sublimazione

6: LIVELLO DELLE INIBIZIONI MENTALI (FORMAZIONI DI COMPROMESSO)1. Livello di funzionamento difensivo che mantiene fuori della coscienza le idee, i sentimenti, i ricordi, i desideri o le paure potenziamente pericolosi. Esempi: Annullamento – Dissociazione - Formazione reattiva - Intellettualizzazione - Isolamento dell’affetto - Rimozione - Spostamento

5: LIVELLO MINORE DI DISTORSIONE DELL'IMMAGINE. Livello caratterizzato da distorsioni nell'immagine di sé, del proprio corpo o degli altri, che vengono utilizzate per modulare l'autostima. Esempi: Idealizzazione – Onnipotenza- Svalutazione

4: LIVELLO DEL DISCONOSCIMENTO. Lvello caratterizzato dall'esclusione dalla coscienza di fattori stressanti, impulsi, idee, affetti o responsabilità spiacevoli o inaccettabili, con o senza 'l’attribuzione erronea di questi a cause esterne. Esempi: Negazione2 – Proiezione - Razionalizzazione

3: LIVELLO MAGGIORE DI DISTORSIONE DELL'IMMAGINE. Livello caratterizzato dalla grossolana distorsione o dall’attribuzione erronea dell’immagine di sé o di altri . Esempi: Fantasie autistiche - Identificazione proiettiva - Scissione dell’immagine di sé o degli altri

2: LIVELLO DELL'AZIONE. Livello caratterizzato da un tipo di funzionamento difensivo che affronta i fattori stressanti interni o esterni utilizzando l’azione o il ritiro da essa. Esempi: Acting out (Messa in atto) - Aggressione passiva - Lamentarsi, ma rifiutare l'aiuto offerto (Help-rejecting complaining) (a volte chiamata: Ipocondriasi – Hypocondriasis) - Ritiro apatico

1: LIVELLO DELLA DISREGOLAZIONE DIFENSIVA. Livello caratterizzato dal fallimento dell’organizzazione difensiva utilizzata per contenere le reazioni del soggetto agli stress, che porta a una netta frattura con la realtà oggettiva. Esempi: Distorsione psicotica - Negazione psicotica - Proiezione delirante

 

 

 

1: LIVELLO DELLA DISREGOLAZIONE DIFENSIVA. Livello caratterizzato dal fallimento dell’organizzazione difensiva utilizzata per contenere le reazioni del soggetto agli stress, che porta a una netta frattura con la realtà oggettiva. Esempi: Distorsione psicotica - Negazione psicotica - Proiezione delirante DEFENSE MECHANISM

MECCANISMO

DI DIFESA

DEFINIZIONE

Acting out

Messa in atto

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni attraverso azioni piuttosto che attraverso la riflessione o i sentimenti. Questa definizione è più ampia rispetto al concetto originale riguardante l’agire sentimenti o desideri transferali nel corso di una psicoterapia, e tende a includere anche i comportamenti osservabili al di fuori di una relazione transferale. Messa in atto difensiva non deve essere considerata sinonimo di “cattivo comportamento”, in quanto richiede l’evidenza che il comportamento è collegato a qualche conflitto emozionale.

Affiliation

Affiliazione

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni rivolgendosi ad altri per avere aiuto o supporto. Ciò comporta la possibilità di condividere i problemi con gli altri, e non il tentativo di scaricare su di loro la responsabilità per tali problemi.

Altruism

Altruismo

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni dedicandosi ad andare incontro ai bisogni del prossimo. A differenza del sacrificio di sé che caratterizza talora la formazione reattiva, il soggetto riceve gratificazione o in modo sostitutivo, o tramite la risposta che riceve dagli altri.

Anticipation

Anticipazione

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni vivendo rezioni emozionali anticipate verso futuri eventi possibili, oppure anticipando le conseguenze di questi eventi, e prendendo in considerazione risposte o soluzioni alternative realistiche.

Autistic fantasy

Fantasie autistiche

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni con un eccesso di sogni ad occhi aperti, che rappresentano un sostituto delle relazioni umane, di comportamenti più efficaci, e delle soluzioni per i problemi.

Denial

Negazione

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni rifiutandosi di riconoscere certi aspetti dolorosi della realtà esterna o della esperienza soggettiva, di per sé evidenti e facilmente rilevabili. Il termine negazione psicotica viene usato quando vi è menomazione grossolana del test di realtà.

Devaluation

Svalutazione

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni attribuendo qualità esageratamente negative a se stesso o agli altri.

Displacement

Spostamento

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni trasferendo un sentimento, o una reazione, da un oggetto ad un oggetto sostitutivo (di solito meno minaccioso).

Dissociation

Dissociazione

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni ed esterni attraverso il sovvertimento delle funzioni normalmente integrate della coscienza, della memoria, della percezione di sé o dell’ambiente, o del comportamento senso-motorio.

Help-reject Complaining

Lamentarsi,

ma rifiutare

l’aiuto offerto

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni lamentandosi oppure facendo ripetute richieste d’aiuto che sono in contrasto con i suoi sentimenti profondi di ostilità o di rifiuto verso gli altri, i quali si manifestano col rifiuto dei consigli, suggerimenti, o forme di aiuto che gli altri possono offrire. Le lamentele o richieste possono riguardare sintomi fisici o psichici, oppure problemi della vita.

Humor

Umorismo, Ironia

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni mettendo in rilievo gli aspetti divertenti e ironici del conflitto o del fattore stressante.

Idealization

Idealizzazione

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni e esterni attribuendo qualità esageratamente positive agli altri.

 

 

Proviamo ora a prendere in considerazione un’esemplificazione "didattica" (modificata da Vaillant, 1992). Il caso è il seguente:

Francesca, una donna di 38 anni, sposata da sette, cerca da tempo di avere un figlio, che sia lei sia il marito desiderano molto. Subito dopo il matrimonio ha avuto un aborto spontaneo e ora, in seguito a una biopsia che ha mostrato l'esistenza di un tumore in fase iniziale, deve sottoporsi a un intervento di isterectomia. La donna ha sempre provato sentimenti di inferiorità nei confronti della sorella più giovane che ha già quattro figli ed è considerata da tutti i parenti una "madre modello".

Elenchiamo, in forma di vignetta, alcune possibili risposte difensive, più o meno “adattive”, di Francesca:

A) Un mese dopo l'operazione, organizza un gruppo di auto-aiuto per donne che hanno subito interventi per tumori al seno o all'utero. Questo gruppo cerca di informarsi, di dare ascolto e conforto e, utilizzando l'esperienza personale, di aiutare e sostenere altre pazienti in attesa di affrontare interventi simili (ALTRUISMO).

B) Dopo una lieve infezione post-operatoria, scrive una lunga, rabbiosa lettera ai giornali attaccando l'ospedale per le cattive condizioni igieniche. Accusa il suo medico di non averle proposto un Pap test in tempi utili per evitare l’intervento e pensa di procedere contro di lui legalmente per incapacità professionale (PROIEZIONE).

C) “Riscopre” un antico interesse per lo studio della pianificazione familiare, di cui si era occupata quando quando frequentava l’università, e discute appassionatamente con i suoi conoscenti più giovani sulla necessità di non "ingrandire" troppo le loro famiglie. Improvvisamente “ricorda” di come sia sempre stata terrorizzata all'idea del dolore del parto e fa notare al marito quanto siano stati fortunati ad aver evitato quell'esperienza (FORMAZIONE REATTIVA).

D) Legge varie pubblicazioni sui tumori all’utero e pone al medico molte domande sulla natura dell'intervento che dovrà subire. Si preoccupa nei minimi dettagli su come prevenire infezioni post-operatorie e prendersi cura della ferita. In ospedale il suo passatempo è quello di apprendere sempre nuovi termini medici (ISOLAMENTO).

E) Al risveglio dall'anestesia non prova dispiacere, ma si dichiara felice per quella che considera una nuova esperienza religiosa. Poi racconta a tutti gli amici che il dolore provato le ha dato un senso di gioiosa comunione con tutte le creature che soffrono. Il giorno dopo, camminando per l’ospedale, si ritrova nel reparto delle cucine senza sapere perché e come ci è arrivata (DISSOCIAZIONE).

F) Cerca di non lamentarsi troppo quando le rimuovono i punti dalla ferita, anche se il piccolo intervento è doloroso. Sapendo di essere turbata dalle immagini di neonati e notando che sulla copertina del suo settimanale preferito c’è la foto di un neonato e il titolo di un servizio sull’infanzia, decide per il momento di leggere un altro giornale (REPRESSIONE).

G) Si scopre incapace di ricordare il nome dell'operazione subita, tranne che era per "qualcosa nella pancia". “Dimentica” di presentarsi al primo controllo medico dopo l'operazione. A casa scoppia in lacrime quando rompe un vaso di poco valore a forma di anfora. Non ha idea del perché di questo pianto (RIMOZIONE).

H) Chiede alle infermiere di essere trasferita al reparto maternità. Gira per l'ospedale cercando il suo bambino. Fa un'ordinazione telefonica di una culla per neonato da recapitarle a casa. Non prova alcun dolore post-operatorio (DINIEGO PSICOTICO).

I) È contenta di ricevere cartoline d'auguri dai figli della sorella, accetta l'invito di partecipare alle iniziative domenicali dell'asilo locale e scrive una poesia sulle gioie dolci-amare dell'essere una zia senza figli (SUBLIMAZIONE).

J) E' molto interessata alla crescita di tulipani e narcisi sul balconcino della sua camera d'ospedale. Non chiede mai informazioni sul suo decorso ospedaliero, ma si preoccupa in modo eccessivo della comparsa di una strana muffa sui bulbi dei suoi fiori (SPOSTAMENTO).

K) Un giorno dopo l'operazione, comunica ai medici di appartenere a una setta cristiana e chiede di essere dimessa subito. Dice che deve andare subito a casa perché lei e il marito hanno programmato un week-end ai Caraibi. Aggiunge, con una risata sinistra, che hanno bisogno di una vacanza per fare una piccola "semina primaverile" (DISTORSIONE PSICOTICA).

L) Il medico è colpito dalla calma e dal senso pratico con Francesca affronta il decorso post-operatorio e dalla franchezza con cui riesce a esprimere il rimpianto di essere stata privata della possibilità di avere dei bambini. La sorpresa del medico è dovuta al fatto che la paziente aveva trascorso il periodo delle visite pre-operatorie preoccupandosi ansiosamente di possibili complicazioni chirurgiche e piangendo perché non avrebbe più potuto avere bambini (ANTICIPAZIONE).

M) È convinta che l'ospedale sia in mano a razzisti che la vogliono sterilizzare. Cerca di telefonare alla polizia per denunciare i medici. Rifiuta di prendere gli antidolorifici, dicendo che sono farmaci sperimentali per controllare il pensiero (PROIEZIONE DELIRANTE).

N) Dice all’infermiera che non vuole ricevere visite perché la rendono “triste”. Getta via tutti i fiori ricevuti in regalo e legge e rilegge una copia del settimanale Genitori. Va al reparto neonatale e fantastica il nome che darebbe a ciascun bambino se fosse suo. Canta spesso a voce alta una ninna-nanna (FANTASIA).

O) È preoccupata dalla possibilità che il tumore possa essersi diffuso anche ai linfonodi e assale chi la viene a trovare enumerando i piccoli gonfiori all'inguine e al collo. Quando la sorella viene a trovarla, la accusa di occuparsi solo dei suoi figli e di non accudire la sorella che sta morendo di cancro (IPOCONDRIASI).

P) Un tirocinante, mettendole la flebo, fatica a prenderle la vena: lei gli sorride, gli dice di non preoccuparsi e aggiunge: "Quando si è solo studenti in medicina, deve essere difficile fare le cose bene". Non riuscendo a dormire, rimane sveglia a fissare il tubicino della flebo che a poco a poco si ostruisce. Alle 4 di mattina, l'ausiliaria deve chiamare il medico per rimettere la flebo. Con aria spensierata dice al medico che non ha segnalato prima il problema per non disturbare, perché sa che in ospedale sono sempre tutti molto indaffarati (AGGRESSIONE PASSIVA).

Q) Poco tempo dopo aver lasciato l'ospedale, tenta il suicidio (ACTING OUT).

 

È ancora Vaillant (1992) a proporre uno schema riassuntivo di alcuni modi difensivi di alterare la rappresentazione conscia di un conflitto, ad esempio quello di un figlio che prova sentimenti negativi nei confronti del padre:

 

 

A. Detesto mio padre

Nessuna difesa

B. Sono nato senza padre

Diniego psicotico

C. Mio padre mi detesta

Proiezione

D. Taglio le gomme a un'auto della polizia

Acting out (+ spostamento)

E. Fantastico di uccidere dei giganti.

Fantasia (schizoide)

F. Nel mezzo di una discussione con mio padre mi sono sentito improvvisamen-te confuso e incapace di pensare

Dissociazione

G. Detesto il cane di mio padre

Spostamento (fobico)

H. Disapprovo il modo che ha mio padre di condurre le trattative d’affari

Isolamento, Intellettualizzazione

I. Tutte le volte che parlo con mio padre mi sento molto agitato, ma non capisco perché

Rimozione

L. Adoro mio padre (oppure: detesto i suoi nemici!)

Formazione reattiva

M. Sono molto arrabbiato con mio padre, ma non è il momento di parlargliene

Repressione

 

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