La condizione fobica

fobia

La fobia è caratterizzata da un comportamento evitante rispetto ad un oggetto o una situazione ritenuta minacciosa. Rispetto al mondo esterno abbiamo due fondamentali comportamenti: di esplorazione e di evitamento (J. Bowlby, 1982).

Con il comportamento di esplorazione la persona impara autonomamente a conoscere lo spazio esterno scoprendo cose nuove e di queste quali vanno avvicinate e quali no. Con il comportamento opposto, invece, la persona evita di affrontare situazioni insolite, in quanto tutto ciò che avverte come ignoto risulta incombente e minaccioso.

Il comportamento evitante, quale tendenza a negarsi lo spazio dell'imprevedibilità, é una caratteristica del fobico, il quale più di ogni altro nell'infanzia ha sperimentato una modalità di attaccamento insicuro e ansioso (R. Sassaroli, 1982).

L'opposizione tra esplorazione e attaccamento comporta per l'individuo la scelta tra due altrenative: o scelgo di dipendere dall'altro, con la conseguenza di sentirmi incapace di affrontare da solo la realtà, o scelgo di essere indipendente con l'effetto di sentirmi incapace di mantenere uno stabile legame affettivo.

Tale opposizione è di solito conseguente ad una relazione con una figura genitoriale iperprotettiva, dove il bambino si è sentito amato ma non amabile, consapevole di ricevere aiuto in caso di bisogno ma di poter essere abbandonato nel caso in cui egli non corrispondesse alle aspettative dell'adulto.

L'evitamento dello spazio di esplorazione si mette in atto tutte le volte che viene attuato un comportamento autonomo destinato a risvegliare nel soggetto fobico un sentimento di solitudine e debolezza.

Questa é la ragione per cui i partner che si rapportano con il soggetto fobico, nel tentativo di sacrificare parte della propria esistenza per prendersi cura di lui, non fanno altro che alimentare la sua reazione fobica, dal momento che il "fobico", conseguentemente all'atteggiamento di iperaccudimento altrui, si trova costretto a rafforzare la propria percezione di essere incapace di esplorare, con adeguati margini di sicurezza, il mondo.

Spesso il "partner sano", che si prende cura del soggetto fobico, presenta disturbi analoghi al "partner malato", anche se riesce a celarli tramite il suo "offrire assistenza". Accompagnato e accompagnatore, al di là delle differenze dei ruoli, si fanno compagnia a vicenda e si danno a livello psicologico un profondo sostegno reciproco. In altre parole, la sintomatologia dell'uno garantisce quella dell'altro, tanto che spesso capita di osservare che quando il partner più bisognoso guarisce, l'altro tende a reagire in modo inappropriato o ammalandosi, o mostrando evidenti segni di insofferenza.

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