Che cos’è la Mente? Il problema Mente-Corpo

La psicologia è diventata una scienza in un momento più recente rispetto a quello in cui questa trasformazione è avvenuta per discipline (ad esempio la fisica, la chimica, la biologia, ecc..) che studiano il mondo dei corpi. La psicologia si è trovata così nella necessità di collocare il proprio oggetto di studio in relazione a quelli indagati dalle scienze di più antica “canonizzazione”. In tal senso, per la psicologia si è presentato il compito di stabilire quale fosse il posto della mente in un mondo di corpi.

 

disagio esistenziale

 

Il compito non è, ancora attualmente, particolarmente facile. Infatti,quando si tratta di mettere al proprio posto gli oggetti di indagine delle scienze naturali sia ha sempre a che fare con enti del medesimo tipo: una cellula, una proteina, un’onda elettromagnetica, ecc.. Cioè, con entità che possiedono proprietà spazio temporali, energetiche, o quant’altro. La mente, al contrario, appare possedere caratteristiche differenti rispetto agli oggetti studiati dalle altre discipline. A titolo di esempio, si può affermare che alla mente, a differenza di quanto avviene per i corpi, non possono essere assegnati, se non in senso metaforico, attributi quali forma, superficie, peso, lunghezza, altezza, volume, densità, spessore, colore, movimento, calore e così via. Detto diversamente, la mente risulta essere, nel comune modo di intendere, una realtà non localizzabile, non delimitata nello spazio. La spontanea distinzione che le persone fanno nella nostra cultura è indotta a compiere tra mente e corpo porta così a ritenere che, mentre il corpo possa essere soggetto a un certo tipo di proprietà (riferite all’estensione spaziale, all’energia, ecc..), la mente sfugge a tal genere di determinazioni e misurazioni … Potete localizzare in qualche parte dello spazio i ragionamenti, i ricordi o gli stati d’animo? Potete valutarne la temperatura, il peso, la consistenza?

Se il mondo dei corpi ci appare come un mondo di oggetti discreti, separabili, scomponibili, il mondo della mente ci appare continuo. Ad esempio: posso con esattezza individuare il momento in cui la delusione ha iniziato a farsi strada in me o quello in cui la delusione si è trasformata in preoccupazione?

Gli stati d’animo sembrano trasfondersi l’uno nell’altro senza che sia possibile indicare il punto o il momento in cui uno termina e inizia l’altro.

 

Particolarità della mente

Le “cose” che si situano nella mente appaiono come qualia. Hanno, cioè, caratteristiche che fanno sì che esse siano proprio quelle cose che sono e non altre. Una cosa mentale ha, in altri termini, caratteristiche distintive che la differenziano sia da altre cose mentali, sia dalle cose corporee. Aspetto caratteristico della particolarità dei qualia, è quello di porre in evidenza di come la mente goda di qualità esperienziali soggettive, cioè, ciò che si sviluppa nella mente ha un particolare modo di apparire e manifestarsi che dipende strettamente dal punto di vista della persona: io posso sentire il mio dolore e tu non puoi; io vedo il mondo dal mio punto di vista e tu lo vedi dal tuo punto di vista; io sono consapevole di me stesso e dei miei stati mentali interni in quanto del tutto distinti dagli stati mentali degli altri. Da questo, discende il fatto che la mente non può essere studiata come un fenomeno neutrale, indipendentemente da chi ne fa esperienza, non può essere studiata in “terza persona”. E’ sempre un io che fa esperienze mentali, quindi, il punto di vista in prima persona deve essere primario. Questo non vuol dire che si può studiare soltanto se stessi. Si possono studiare anche gli altri individui, ma non come oggetti: solo in relazione al “me” che essi sono, cioè come rappresentazioni, costruzioni, apparenze che appartengono all’osservatore e alla sua esperienza.

 

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La soggettività sarebbe l’aspetto che demarca lo studio della mente da quello dei corpi. Infatti, le discipline che studiano il mondo dei corpi prescindono programmaticamente, in base all’impostazione che è stata impressa alle scienze attuali, dal modo in cui tali oggetti appaiono all’osservatore, al soggetto. Esse li studiano in relazione a proprietà spazio-temporali descrivibili in termini matematici. Il mondo personale, soggettivo, di apparire dei corpi è stato da questi staccato e attribuito invece alla mente che di essi fa esperienza.

 

Corrispondenze tra mente e corpo

Nonostante le diversità che contraddistinguono il corpo e la mente, è riscontrabile tra i due, in certe situazioni, un collegamento: infatti è esperienza di tutti constatare che, talvolta, con una sorprendente regolarità, a particolari entità mentali corrispondono specifici eventi corporei e viceversa, come ad esempio: la vergogna che si accompagna al rossore del viso; la protratta attività fisica che si accompagna alla sensazione di stanchezza, le modificazioni del funzionamento cerebrale indotte dall’assunzione di certe sostanze che si accompagnano a un particolare tipo di esperienza mentale di carattere allucinatorio.

Le neuroscienze hanno poi fornito ulteriori esempi, più sofisticati, di corrispondenze tra mente e corpo, dove sono state riscontrate ripetute coincidenze tra ciò che avviene a livello del corpo e ciò che avviene a livello della mente. Ma come sono possibili queste coincidenze?

Si può ritenere che gli esiti della riflessione di chi si è applicato alla soluzione del mind-body-problem e al loro rapporto possano essere così classificabili:

  • Posizioni moniste, in cui si ammette la legittimità di un solo dei due termini della distinzione mente-corpo e a questo si cerca di ricondurre l’altro termine.
  • Posizioni dualiste, in cui viene confermata la legittimità della distinzione mente-corpo e se ne cercano le ragioni e le giustificazioni
  • Posizioni in cui si cerca di far coesistere monismo e dualismo, sostenendo che mente e corpo non sono generi ddi diverse realtà e ammettendo al contempo che esse hanno proprietà differenti
  • Posizioni in cui si tenta di evadere dalla distinzione mente-corpo, prospettando , ad esempio, il superamento delle tradizionali categorie a cui essa fa riferimento e proponendo una concezione secondo cui i due termini della distinzione sarebbero aspetti diversi ma copresenti di una medesima realtà, in sé o né mentale, né corporea, o sia mentale, sia corporea

La prospettiva che viene adottata in relazione al problema mente-corpo, non è indifferente per la definizione e le sorti della psicologia, così come della medicina.

 

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