Il narcisimo e la società narcisistica

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Un mio Professore dell’Università di Padova, era solito ricordarci che il problema psicologico è sempre prigioniero del dato sociologico. Il termine narcisismo, infatti, descrive una condizione sia psicologica che culturale. A livello individuale indica un disturbo della personalità, caratterizzato da una esagerata considerazione della propria immagine (come sembro agli altri) a discapito della propria identità personale (come sono e come mi sento.). I narcisisti sono più preoccupati di come appaiono che non di cosa sentono. In realtà negano i sentimenti che contraddicono l’immagine che cercano. Agendo occultando a sé stessi i sentimenti, tendono ad essere seduttivi e manipolativi, aspirano a ottenere il potere e il controllo sugli altri. Sono esageratamente egoisti e presi dai loro interessi, mancano di un’espressione autentica di loro stessi e, recitando semplicemente il personaggio idealizzato con cui vogliono essere riconosciuti socialmente, sono privi di qualsiasi valore di rispetto dell’altro, empatia, dignità ed integrità. I narcisisti mancano del senso di sé che deriva dai sentimenti e dalla percezione del corpo. Senza di esso, la vita appare loro vuota e priva di significato. E’ una condizione desolata.

A livello culturale il narcisismo può essere visto come una perdita di valori umani: viene a mancare l’interesse per l’ambiente, per la qualità della vita, per i propri simili. Una società che sacrifica l’ambiente naturale al profitto e al potere rivela la sua insensibilità per le esigenze umane. La proliferazione delle cose materiali diventa la misura del progresso nel vivere e l’uomo viene opposto alla donna, il dipendente al datore di lavoro, l’individuo alla comunità. Quando la ricchezza occupa una posizione più alta della saggezza, quando la notorietà è più ammirata della competenza e della dignità e quando il successo è più importante del rispetto per se stessi, significa che la cultura stessa sopravvaluta l’ immagine e deve essere ritenuta narcisistica.

Il narcisismo dell’individuo corrisponde a quello della cultura. Noi modelliamo la cultura secondo la nostra immagine e a nostra volta siamo modellati dalla cultura.

Nel mio Centro assistiamo sempre più persone che non hanno emozioni, si sentono vuote, sono profondamente frustrate e insoddisfatte. Nonostante molti abbiano un discreto successo nel lavoro, la vita privata è caratterizzata da una sorta di desertificazione affettiva . La mancanza di sentimenti dà un’impressione di irrealtà riguardo a queste persone: sembrano sempre recitare loro stessi. Le loro prestazioni – sociali, sessuali, lavorative, ecc. - sembrano sempre troppo efficienti, troppo meccaniche, troppo perfette per essere umane. Funzionano più come automi, macchine, che come esseri umani.

I narcisisti sono caratterizzati dalla mancanza di umanità. Non sentono la tragedia di un mondo minacciato dalla catastrofe ambientale, non sentono la tragedia di una vita spesa a cercare di dimostrare il loro valore a un mondo indifferente, non sentono la tragedia della sofferenza inferta ai loro simili da un mondo sempre più alienato , semplicemente non sentono …

Quando la facciata narcisistica di superiorità e di unicità crolla e diventano consapevoli del senso di perdita e di tristezza, spesso è troppo tardi. Ricordo la storia di un uomo che venne da me in psicoterapia a cui diagnosticarono una malattia incurabile: davanti alla minaccia di perdere la vita, riuscì, per la prima volta, a vederla …

L’ipotesi che mi ha fortemente suggestionato è che il narcisismo denoti un grado di irrealtà nella persona e nella cultura. C’è in effetti qualcosa di assurdo in un modello sociale e di comportamento che pone il raggiungimento del successo al di sopra del bisogno di amare e di essere amati. C’è qualcosa di assurdo in una persona che non è a contatto con la realtà della sua esistenza e del suo essere – il corpo e i suoi sentimenti. E c’è qualcosa di assurdo in una cultura che inquina l’aria, l’acqua e la terra stessa, in nome di uno standard di vita più elevato, che chiamiamo progresso.

La chiave della psicoterapia è la comprensione. Senza di essa, nessun approccio o modello teorico o tecnica terapeutica ha senso o è efficace a livello profondo.

Solo con la comprensione si è in grado di offrire un aiuto concreto all’individuo come alla cultura.

Tutti i pazienti hanno un bisogno disperato di qualcuno che li capisca e li veda per ciò che essi sono. Da bambini non furono compresi e rispettati dai genitori, non venivano considerati individui con dei sentimenti, non venivano rispettati in quanto esseri umani. Lo psicoterapeuta che non riesce a capire la pena dei suoi pazienti, a sentire la loro paura e a conoscere l’intensità della loro lotta per difendere il proprio equilibrio in una situazione familiare che potrebbe condurli alla follia, non è in grado di aiutare efficacemente i pazienti a superare il disturbo narcisistico. Non è in grado di poterli aiutare così come anche la società in cui vive.

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