Disturbo ossessivo compulsivo: ossessioni e compulsioni

c1572c59821062c96d0fc33ad32a2983 XL

 

Le problematiche ossessive compulsive , come riportato anche in letteratura scientifica, risultano tra le più complesse al trattamento e generalmente, i percorsi psicoterapeutici difficilmente sono di breve durata.

Ahimè, questo ho dovuto verificarlo anche nella mia esperienza clinica e psicoterapeutica. Sostenere che la sintomatologia del disturbo è particolarmente tenace al trattamento psicoterapeutico, è quasi minimizzare la difficoltà che lo psicoterapeuta incontra, così come quella del paziente.

Tuttavia, è possibile ottenere ottimi risultati, talvolta anche favoriti da un accompagnamento farmacologico. Oppure, nei casi più ostinati e irriducibili, è possibile “imparare” a utilizzare diversamente e in modo funzionale alla propria vita alcune espressioni di questo disagio, come ad esempio la rimuginazione o le pratiche di controllo. In talune professioni possono diventare addirittura un valore aggiunto non indifferente.

Vediamo ora nel dettaglio in cosa consiste questo problema.

Le ossessioni vengono definite come pensieri egodistonici ricorrenti, cioè come pensieri, immagini, idee, sensazioni, paure, ecc. intrusive che non è possibile controllare e sono fuori dall’uso della volontà della persona, che generano uno stato di forte disagio. Le compulsioni sono delle azioni ritualizzate (o comportamenti) che devono essere fatte per alleviare l’angoscia o lo stato acuto di ansia.

Le lamentele delle persone che patiscono questa condizione cadono in cinque categorie primarie:

  1. Rituali che comportano verifiche
  2. Rituali che comportano la pulizia
  3. Pensieri ossessivi non accompagnati da compulsioni
  4. Lentezza ossessiva e procrastinazione
  5. Rituali misti

Il disturbo ossessivo è spesso accompagnato da depressione e da un oneroso svantaggio nel funzionamento lavorativo e professionale, familiare e sociale.

Ad ogni modo, non esiste necessariamente un’associazione tra le ossessioni o le compulsioni e l’ansia o la depressione. La persona può essere disturbata da pensieri che non riconosce come propri ma che le sembrano ripetitivi e strani; riscontra di essere incapace a prevenirne la ripetitività. I pensieri ossessivi hanno tre caratteristiche essenziali:

  1. Un sentimento soggettivo di obbligatorietà
  2. Una tendenza a resistervi
  3. Il mantenimento della consapevolezza

Queste caratteristiche distinguono l’ossessione dagli atti ripetitivi volontari e dalle “cerimonie sociali”.

La persona sa che si tratta del suo proprio pensiero (o atto), che derivano dal proprio “interno” e che il fatto di continuare a pensare o a fare dipende dalla sua volontà.

Altra caratteristica particolarmente tormentosa è il dubbio, che può assumere davvero dimensioni iperboliche e bloccare ogni capacità decisionale della persona.

Le idee ossessive possono essere semplici o complesse, così come le compulsioni che possono assumere forme molto elaborate di ritualizzazione o comportamenti.

La psicoterapia è solita iniziare con grossa difficoltà , soprattutto perché richiede uno sforzo molto faticoso per lo psicoterapeuta il tentativo costruire quell’ ”alleanza terapeutica” necessaria per il buon esito del trattamento clinico. Il paziente è spesso diffidente, ambivalente ed ostile alla psicoterapia e il rischio di interruzione alle prime sedute è molto alto. Questo essenzialmente per due ragioni che possiamo riassumere così:

  • La percezione di minaccia, da parte del paziente è particolarmente elevata. La minaccia è è la consapevolezza di un imminente e ampio cambiamento nelle strutture nucleari, cioè identitarie. La minaccia è la percezione di un cambiamento profondo e pervasivo e una persona così restia al cambiamento e così fedele ai propri “riti” e alla necessità di costruire un ambiente vitale costante, rassicurante e uniforme può, ben comprensibilmente, avere una buona dose di paura e desiderare il cambiamento ma temerlo al tempo stesso.
  • Conseguentemente, vi sarà una buona dose di ostilità, cioè la persona sarà lungamente impegnata nel corso della psicoterapia nello sforzo continuo di estorcere prove validazionali a favore di un tipo di previsione sociale di cui è già stato riconosciuto il fallimento. In sostanza, diventiamo ostili quando vogliamo preservare intatto il nostro sistema di costrutti poiché non abbiamo modi alternativi di costruire l'esperienza. L'ostilità, così intesa, è una forma di autopreservazione: è necessità di mantenere a tutti i costi la validità delle nostre costruzioni nucleari, anche a fronte di ripetute invalidazioni. Ne siamo quasi obbligati, non possiamo fare altrimenti, ci ostiniamo, perché queste costruzioni sono l'unica via di cui disponiamo per dare senso agli eventi che ci circondano. Se l'abbandonassimo, se permettessimo anche solo al dubbio di insinuarsi, ci troveremmo di fronte al caos, all'incertezza, all'incapacità di prevedere le costruzioni degli altri. Cerchiamo di conseguenza continue conferme alle nostre aspettative, costringendo gli altri nel ruolo che gli abbiamo assegnato. Le persone che attraversano una transizione di ostilità sono sempre in contrasto con tutti. Così, si può pensare di essere profondamente nel giusto e tentare di adattare le situazioni e le persone ai nostri rigidi assi di riferimento, semplificando dove necessario, ignorando l'evidenza contraria, squadrando il mondo dal nostro unico punto di vista. Smettiamo di essere ostili solo quando elaboriamo punti di vista molteplici e alternativi.

Chi Siamo

Logo centro sessuologia e psicologia interattivamente
Presso il Centro di Psicologia Giuridica – Sessuologia Clinica – Psicoterapia di Padova ricevono i seguenti professionisti... 
Scopri Chi Siamo

Contatti

Per prendere appuntamento o per ricevere informazioni è possibile chiamare direttamente il Responsabile dell'area Consulenza Psicologica.

  • Telefono: 349.8632076

Google +

Dove Siamo

mappas
Il Centro Interattivamente si trova in Galleria Giovanni Berchet, 4  – 35131 Padova.
Scopri dove siamo

Sei qui: Home Articoli psicologia Psicologia clinica Disturbo ossessivo compulsivo: ossessioni e compulsioni