Aspetti generativi del mobbing: una visione di insieme

Simona Luciani (psicologa - psicoterapeuta) e Marco Inghilleri (psicologo - psicoterapeuta)

 

La maggior parte delle ricerche si è particolarmente concentrata sull’analisi dei singoli fattori o variabili che davano luogo al manifestarsi del fenomeno del mobbing. In altre parole, si è prestata particolare attenzione all’ individuazione delle cause specifiche che potrebbero innescare gli aspetti conflittuali che lo caratterizzano.
Tale impostazione individua una ricostruzione causale ed è orientata a fornire criteri classificatori e categoriali, supponendo che riconoscere il problema sia sufficiente ad approntare adeguate strategie di intervento e di prevenzione.
Anziché trovare risposte al “perché” il fenomeno del mobbing si manifesti in certi contesti, sarebbe più utile invece interrogarsi su come esso funzioni. In tal modo, si eviterebbe di andare alla ricerca di colpevoli, riducendo i fenomeni di mobbing a problemi che riguardano esclusivamente il mobbizzato e il mobber, focalizzandosi, così, proprio sulle modalità che generano la sua persistenza e su come esse possano essere anche modificate.
Chiedersi come “funziona” orienta l’indagine in direzione della ricerca del cambiamento nel presente, mentre domandarsi “perché” conduce a ricercare le spiegazioni in un passato che non può comunque essere cambiato.
Questa differenza, apparentemente minima, nel porsi di fronte al problema rappresenta un aspetto cruciale che differenzia e caratterizza il processo di problem solving strategico. Assumere una simile prospettiva, significa superare il concetto deterministico di unidirezionalità nel rapporto causa-effetto a favore di una concezione non deterministica, in cui le variabili in relazione danno vita a un complesso sistema circolare di causazione reciproca. In tale sistema non esiste un inizio ed una fine, una causa e un effetto, ma solo un insieme di reciproche influenze tra le variabili:
nella causalità circolare la causa produce l’effetto e l’effetto a sua volta influenza retroattivamente la causa, divenendo esso stesso causa
Affinché si venga a generare una situazione di mobbing quale evento traumatico, cronico, di lacerazione psicologica, deve verificarsi una congiunzione di precondizioni.
Queste precondizioni si collocano nell’insieme delle manifestazioni della vita sociale ed organizzativa e possono essere distinte in quattro livelli:
 
§        Individuale (caratteristiche della persona, stile di comunicazione, abitudini ecc..)
§        Microsociale (particolari caratteristiche del gruppo lavorativo: identità, appartenenza, microconflittualità, individuazione di un capro espiatorio ecc..)
§        Organizzativo(condizioni di lavoro, stress, cambiamenti in corso, ristrutturazioni, passaggi di ruolo, competizione, aumenti del carico di lavoro e delle responsabilità a tutti i livelli gerarchici, richiesta da parte dell’organizzazione di polifunzionalità ecc..)
§        Socioeconomico e culturale(globalizzazione, economia incerta, concorrenza spietata, licenziamenti e precariato lavorativo, ecc..)
 
Tali condizioni devono essere non solo compresenti, ma compresenti con particolari e definibili caratteristiche e mutualmente interagenti a ciascun livello.
 
Esempio. Per accendere un fiammifero devono interagire alcuni elementi: il fiammifero, il fuoco che lo accende e l’ossigeno che mantenga nel tempo la combustione. Il fiammifero è la persona interessata dal fenomeno. Il fuoco è il gruppo (cioè le condizioni microsociali).
Persona e gruppo sono gli aspetti a cui viene più facilmente data attenzione, essi appaiono come i più evidenti in quanto sono gli aspetti più visibili. Quello che viene trascurato è che nel vuoto il processo di combustione non può avvenire.
Nel vuoto non c’è ossigeno!
E l’ossigeno della nostra metafora, sono i fattori organizzativi, che forniscono la cornice all’interno della quale prendono forma le interazioni disfunzionali e disadattative che favoriscono l’insorgenza di conflitti, che se sottovalutati o trascurati potrebbero dar luogo al concretizzarsi di episodi di mobbing.
 
N.B. Mentre fuoco e fiammifero sono facilmente rilevabili, non altrettanto avviene per l’ossigeno.
 
La nostra attenzione dovrebbe soffermarsi proprio sulle condizioni organizzative: meno conoscibili e riconoscibili, ma fondamentali nel generarsi del processo.
 
Sono le condizioni organizzative che generano e sostengono quella continuità nella alimentazione del fuoco: il fatto, cioè, che il mobbing diventi perpetrato, continuo nel tempo, sistematico, nascosto e non facilmente contenibile.

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