Intervista per il quotidiano Libero: l'anoressia sessuale

di Claudia Osmetti

 

A far l’amore comincia tu, cantava qualche anno fa Raffaella Carrà. Ma al di là del famoso ritornello che, chiariamo, mette subito allegria, chi soffre di anoressia sessuale sorride ben poco. Il disturbo, in aumento nei Paesi occidentali, Italia compresa, è un problema serio. Che si identifica con un calo della libido, il desiderio sessuale azzerato e il Kamasutra dimenticato nell’ultimo cassetto del comò. Non è una questione da bacchettoni o intransigenti religiosi, sia chiaro: è proprio una condizione psicologica. Gli anoressici sessuali non vogliono fare sesso, trovano tutte le scuse possibili per dormire da soli e le lenzuola le disfano solo in caso di brutti sogni. L’allarme lo ha lanciato, di recente, il General social survey del 2018: un team di ricercatori americani ha scoperto che quasi il 50% degli statunitensi, l’anno scorso, non ha avuto rapporti di letto. L’astinenza più alta nella storia a stelle strisce, tra l’altro, visto che il dato è praticamente raddoppiato negli ultimi trent’anni.

E nella Vecchia Europa non va molto meglio: quando la professoressa Charmaine Borg dell’Università di Groningen (in Olanda) ha deciso di studiare il comportamento sessuale dei suoi connazionali, pochi mesi fa, si è accorta che più del 30% di loro ha avuto nel corso della vita almeno un “esperienza di avversione al sesso”. Della serie, fantasie erotiche non pervenute e “avance” che non stuzzicano granché. “Dentro l’etichetta dell’anoressia sessuale, che è un termine che va molto di moda ultimamente, c’è l’universo mondo”, spiega il dottor Marco Inghilleri, psicoterapeuta e vicepresidente della Società italiana di sessuologia: “Rientrano i fenomeni dell'apragmatismo sessuale, del calo del desiderio, del rifiuto della sessualità. E’ un discorso complesso e moderno, nel senso che paradossalmente questi disturbi sono molto più diffusi adesso, in una società sessualmente libera, che cinquant’anni fa quando invece di sesso si parlava molto meno”.

Basta fare un giro sui tanti blog e forum che riempiono il www. “Ho 44 anni e a 38 ho subito un forte stress, quasi uno shock”, scrive un utente su Internet, “da lì mi sono resa conto che tutti i miei istinti sessuali sono andati a farsi benedire. Premetto che non sono mai stata ‘freddina’, ma ora sono praticamente sempre nella stessa situazione: mi capita di avere voglia di fare l’amore solo dopo qualche bicchiere di vino”. “Con mia moglie non ho rapporti da quasi due anni, anche un semplice bacio è improponibile e un abbraccio e provoca uno stato ansioso. Ha anche crisi di panico che durano alcuni minuti”, fa eco un marito preoccupato. “Le cause sono molteplici e checché se ne dica c’è una differenza tra uomini e donne”, continua l’esperto. “I primi ricercano una cura farmacologica, magari con il viagra che però è una sorta di coperta di Linus perché non risolve davvero il problema. Le seconde, invece, sono più propense alla terapia, a parlare delle proprie paure e a scavare nel proprio animo”.

Intendiamoci, dall’anoressia sessuale si può uscire. E questa è la prima buona notizia. La seconda è che il disturbo non è una condanna a morte: “Spesso nasconde un bisogno più profondo, che va sviscerato e quindi colmato”, continua Inghilleri, “confrontarsi con uno psicoterapeuta aiuta proprio in questo senso, perché mette davanti a una scelta. Fatta questa una persona può anche decidere di vivere la sua vita senza fare sesso, ma se è un’opzione operata razionalmente va bene. Non incide sulla qualità della vita”. Ovvio: ognuno fa (o non fa) il sesso che vuole. “Ho avuto un paziente che non voleva fronteggiare il problema dell’eiaculazione precoce, per cui si rifiutava di fare l’amore con la propria compagna perché in realtà non si sentiva abbastanza virile. E un’altra paziente che aveva paura di rimanere delusa dall’ennesima storia d’amore per cui, a mo’ di protezione, evitava ogni contatto con il partner: stare in coppia è un lavoro impegnativo, che coinvolge non solo il corpo ma anche la mente”.

Non ultime ci sono le “distrazioni” della vita contemporanea: dai video hard che girano a una velocità strabiliante in rete ai mille stimoli che, quotidianamente, riceviamo nell’era del consumismo digitale. “Questa sovra esposizione rischia di minare la realtà”, chiosa il dottore, “i social sono diventate delle vetrine del sesso, bisogna fare uno sforzo e ritrovare la dimensione umana anche dei piccoli gesti. Il segreto, alla fine, è riscoprire l’umanità che ognuno di noi ha dentro di sè”. Se poi vostra moglie millanta di tanto in tanto un mal di testa sospetto, tranquillizzatevi: quella è normale routine famigliare. L’anoressia sessuale è un problema molto più vasto.

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