Il percorso terapeutico per C. G. Jung

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Ci sono molti aspetti teorici in comune tra l'individuazione artistica e l'individuazione junghiana, ma anche sostanziali differenze che tuttavia giungono ad integrarsi all'interno di una identica struttura di significati che danno forma, sostanza e contenuto alla trasformazione spirituale. Per entrambe le concezioni l'individuazione è sinonimo di quel processo psichico unico e irripetibile di ogni individuo che consiste nell'avvicinamento dell'Io con il Sé, da compiere attraverso una crescente integrazione degli istinti e dei sentimenti psichici femminili (la Regina/Anima) e degli istinti e dei sentimenti razionali maschili (Il Re/Animus).

L'avvicinamento avviene tramite l'attribuzione di significato ai simboli e la loro interpretazione che l'individuo incontra durante la sua vita, per cui si configura come una operazione artistica che si dispiega lungo il "filo rosso" della percezione, dell'immaginazione e dell'intuizione. Il simbolo lo si può trovare nel mondo interno e nel mondo esterno, nei sogni come nelle vicende quotidiane in cui si sperimenta la sincronicità degli eventi e la serendipità dei fenomeni.

Questo percorso designa quindi una sorta di "viaggio spirituale" verso una maggiore consapevolezza di sé (funzione Anima) e consapevolezza di relazione (funzione Animus). Queste due funzioni, accoppiate insieme formano la "coppia divina", la sigizia, o sizigia, da cui ha origine, per gli artisti alchemici, la coscienza dell'ermafrodito, dell'androgino, del rebis ermafrodito e del rebis androgino, ovvero stadi progressivi di riconoscimento del tipo di incoscietà presente in qualunque costellazione data, riconoscimento del suo lato archetipico, la cui dinamica trova nei miti la sua descrizione più adeguata.

Jung distingue, come gli artisti rinascimentali, quattro tappe ben distinte:

La prima tappa è caratterizzata dall'archetipo dell'Ombra, ossia tutti quegli aspetti che l'individuo non conosce di se stesso. L'Ombra rappresenta tutto ciò che è stato rimosso per l'educazione e le influenze dell'ambiente sottoposte all'individuo. Questi elementi sono rappresentati nei sogni e nei simboli generalmente con figure demoniache, discariche, viaggi nell'oscurità, mostri e inseguimenti.

La seconda tappa è caratterizzata dall'incontro con l'archetipo dell'Anima per il maschio e l'Animus per la donna. L'Anima rappresenta tutti quegli aspetti prettamente psichici e mentali, ossia il primo contatto iniziatico dell'individuo con la propria psicologia. Viene rappresentata come una donna, una figura femminile. Questo archetipo è quello più comunicativo di tutti gli altri perché sommerge l'individuo di immagini provenienti dall'inconscio, crea illusioni e complicazioni, nonché anche crisi. L'Animus rappresenta tutti quegli aspetti prettamente maschili, pratici e concreti, razionali, e reali, ossia il contatto con la sfera del diretto e del tangibile, il "ora e qui". Questo archetipo è il più battagliero e pragmatico ed è pericoloso per le sue capacità strumentali e armamentarie di sommergere l'individuo. Viene rappresentato nei sogni con la guerra, il fabbro e simboli simili. La non comprensione di tale archetipi può costare un blocco, una stasi, una nevrosi. Entrambi hanno potenzialità di creatività e distruzione.

La terza tappa è caratterizzata dall'incontro con il Vecchio Saggio. Tale archetipo è da intendere come il corrispondente speculare della figura maschile, ossia paterna, della Grande Madre. È quell'archetipo in cui sono rinchiuse tutte le potenzialità dell'individuo, ossia la sua previsione, la sua capacità di ragionamento e la sua esperienza. La Grande Madre rappresenta la meta finale della psicologia femminile. Il Vecchio Saggio rappresenta tutto ciò che l'individuo sta per diventare dopo aver attraversato le fasi precedenti, un uomo, un saggio che sa, che ha conosciuto il passato, il presente e il futuro. Il Vecchio Saggio è capace di districarsi dalla tela appiccicosa dell'Anima e dalle battaglie furenti dell'Animus e come tale viene rappresentato come un consigliere, un filosofo, un esperto in materia. La sua non comprensione può tenere saldo l'individuo nella sua situazione bloccandone l'evoluzione che rappresenta.

La quarta tappa è caratterizzata dall'incontro con l'archetipo del Sé. Tale archetipo è la summa del percorso di individuazione, il fine dell'individuo che si dispiega avanti a lui, come un fiore che sboccia. Viene rappresentato come luce, come mandala, come quaterna, come centro e come Dio. Tale archetipo rappresenta l'individuo stesso, tutto ciò che durante la strada ha visto e ha accumulato. Se l'individuo ha incontrato il Sé significa che l'Io è allineato con esso. Non andarci incontro significa semplicemente che il percorso non è ancora terminato.
Marco Inghilleri

Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo

Sono psicologo, psicoterapeuta sessuologo . Laureato presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova e iscritto all’Ordine degli Psicologi del Veneto.  Attualmente sono il direttore di InterattivaMente: Centro di Psicologia giuridica - Sessuologia clinica - Psicoterapia di Padova. Opero prevalentemente in ambito psicoterapeutico, in qualità di libero professionista. Mi occupo del trattamento di problemi quali: ansiafobie, attacchi di panicodepressionedisturbiossessivo-compulsividisagio esistenziale, disturbi psicosomatici e dismorfobiaLe ulteriori aree di consulenza e trattamento riguardano le problematiche della sessualità e dei disturbi sessual. 

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