Psicologia dello Sport: l'arte del combattimento

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1) Si deve essere eccezionalmente seri nell'allenamento. Quando dico ciò, non intendo che dobbiate essere ragionevolmente diligenti o moderatamente in buona fede. Voglio dire che il vostro avversario deve essere sempre presente nella vostra mente, sia che sediate o siate in piedi, o camminiate, o solleviate le braccia.
Se dovete portare un colpo in combattimento, non dovete avere nessun dubbio che quell’unico colpo decida tutto. Se avete compiuto voi un errore, sarete voi a cadere. Dovete sempre essere preparati ad una tale eventualità. Potreste allenarvi per molto, molto tempo, ma se muovete semplicemente le mani e le gambe e i piedi e saltate su e giù come una marionetta, l’imparare a combattere non sarà molto diverso dall’imparare a danzare. Non avrete mai raggiunto il nocciolo della faccenda: avrete fallito nell’afferrare l’essenza e il senso di ciò che significa combattere. Essere eccezionalmente seri, allora non è essenziale soltanto per un fighter, per un combattente, è ugualmente essenziale nella vita quotidiana di ciascuno, poiché la vita è essa stessa una battaglia per sopravvivere. Chiunque sia tanto compiacente da presumere che dopo uno sbaglio avrà un’altra opportunità raramente trarrà vantaggio da un successo nella sua vita.

2) Allenatevi col cuore e con l’anima senza preoccuparvi della teoria. Molto spesso colui che manca della necessaria eccezionale serietà si rifugerà nella teoria. La vera pratica non è fatta solo con le parole, ma con tutto il corpo. Ciò che si è imparato ascoltando le parole altrui verrà dimenticato molto rapidamente, ciò che avrete imparato con tutto il vostro corpo lo ricorderete per il resto della vostra vita.
Il combattimento è composto da un gran numero di posizioni, spostamenti e tecniche di base che nessun essere umano sarebbe capace di assimilare in un breve lasso di tempo. Inoltre, finché non comprenderete il significato di ogni posizione o di ogni tecnica, o di ogni spostamento, non riuscirete mai a ricordare, non importa quanto vi esercitiate, tutte le varie tecniche, posizioni, spostamenti e la destrezza. Sono tutte interdipendenti e se voi fallite nel capire completamente ciascuna, non riuscirete ad essere efficaci in combattimento. Tuttavia, una volta che padroneggerete veramente le tecniche, perverrete alla sua stretta relazione con le altre.

3) Evitate la presunzione e il dogmatismo. Chi si vanta in toni altisonanti o cammina con sussiego per la strada come fosse sua non meriterà mai il vero rispetto, anche se fosse molto bravo nel combattimento o in qualche arte marziale. E’ anche più assurdo ascoltare l’auto-esagerazione di un incapace. Nelle arti del combattimento, di solito è il principiante che non può resistere alla tentazione di vantarsi. Così facendo non solo disonora se stesso, ma anche l’arte che ha scelto.

4) Cercate di vedere voi stessi come realmente siete e cercate di prendere quanto c’è di meritorio nel lavoro degli altri. Come fighter, come combattente, certamente osserverete spesso altri allenarsi. Quando lo fate e vedete punti di forza nell’esecuzione di altri, cercate di incorporarli nella vostra tecnica. Allo stesso tempo, se il praticante che state osservando sembra fare meno del suo meglio, chiedetevi se anche voi vi state allenando con diligenza. Ognuno di noi ha qualità buone e cattive. E’ saggio e opportuno cercare di emulare ciò che si scorge di buono negli altri e di evitare il male.

5) Osservate nella vostra vita quotidiana i principi di etica, sia in pubblico che in privato. E’ un principio, questo, che richiede la più stretta osservanza. Nelle arti marziali, molti neofiti mostreranno inevitabilmente grandi progressi ed alla fine alcuni potranno risultare fighter, combattenti, migliori dei loro maestri e dei loro istruttori. Troppo spesso sento insegnanti,, maestri, tecnici, allenatori, istruttori parlare dei praticanti che seguono come allievi, alunni, seguace, discepolo, cadetto ecc… Credo che tali termini debbano essere evitati, poiché può ben arrivare il momento il cui “l’allievo supera il maestro”. L’istruttore, intanto, usando tali espressioni corre il rischio di compiacersi di sé, il pericolo di dimenticare che un giorno il giovane a cui ha parlato con non curanza non solo lo raggiungerà, ma lo supererà nell’arte del combattimento o in altri campi dello scibile umano. Ripeto spesso che nessuno può migliorarsi nel combattimento finché non arriva a capire che esso è, soprattutto, un modo di vivere, un modo di essere.
Quando un essere umano intraprende un impegno si augura con fervore di raggiungere il successo. Inoltre, egli o ella sa che ha bisogno dell’aiuto degli altri. Il successo non potrà essere ottenuto da soli. Con le arti marziali, offrendo aiuto agli altri ed accettandolo da essi, un essere umano acquista l’abilità di elevare l’arte a fede in cui egli perfeziona il corpo e l’anima, arrivando finalmente a riconoscere il vero significato del combattimento. Visto che le arti del combattimento mirano al miglioramento della mente e del corpo, espressioni che esaltano solo il valore fisico non dovrebbero mai essere usate insieme con esse. Come ha detto un santo buddista, chiunque studia i Sutra dovrebbe leggerli non solo con gli occhi nella sua testa, ma anche con quelli della sua anima. Questo è il perfetto ammonimento che colui che si allena nelle arti del combattimento deve sempre tenere in considerazione.

Marco Inghilleri

Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo

Sono psicologo, psicoterapeuta sessuologo . Laureato presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova e iscritto all’Ordine degli Psicologi del Veneto.  Attualmente sono il direttore di InterattivaMente: Centro di Psicologia giuridica - Sessuologia clinica - Psicoterapia di Padova. Opero prevalentemente in ambito psicoterapeutico, in qualità di libero professionista. Mi occupo del trattamento di problemi quali: ansiafobie, attacchi di panicodepressionedisturbiossessivo-compulsividisagio esistenziale, disturbi psicosomatici e dismorfobiaLe ulteriori aree di consulenza e trattamento riguardano le problematiche della sessualità e dei disturbi sessual. 

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