Perché affidarsi a uno Psicologo?

La Psicologia è la scienza che studia il comportamento umano e che cerca di comprendere ed interpretare i processi mentali ed affettivi che lo determinano.
Trattandosi di una materia molto vasta e complessa, composta da numerosi settori di attività estremamente specialistici, è evidente che per svolgere adeguatamente tale lavoro è necessario un percorso formativo lungo e qualitativamente adeguato, che non si esaurisce con il semplice ottenimento del diploma di laurea, ma con una continua formazione personale, una supervisione ed un aggiornamento continuo.
 
Si possono rivolgere ad uno  Psicologo persone con difficoltà relazionali, esistenziali, lavorative, sessuali, psicosomatiche, affettive, familiari. Inoltre, come già si è rilevato, lo Psicologo svolge spesso attività di consulenza anche in molte altre aree, oltre a quella clinico-sanitaria ( sociale, del lavoro, formazione)
Proprio per l’estrema delicatezza degli ambiti in cui avviene, è evidente che un cattivo intervento psicologico non è neutro e senza effetti, ma è dannoso e può anche essere molto pericoloso per la salute ed il benessere delle persone.
Per questo occorre avere chiara la differenza fra il professionista adeguatamente formato secondo il percorso sopra riassunto e una serie di altre figure che non sono per legge obbligate a rispondere del proprio operato di fronte ad un Ordine o ad un Collegio professionale che abbiano stabilito criteri deontologici e tecnici attraverso i quali svolgere correttamente la propria attività.
 
Spesso, tali persone sconfinano nell’esercizio abusivo di pratiche psicologiche senza possedere le competenze necessarie, con gravi rischi per i cittadini che ad essi si rivolgono. Negli ultimi anni,queste nuove professioni si sono sviluppate nel nostro Paese con estrema facilità; con brevi corsi e-o master vengono rilasciati titoli di indubbia competenza, o comunque non paragonabili al titolo di psicologo. A causa della loro continua proliferazione, infatti, vengono citate dal CNEL nei più recenti rapporti annuali sul lavoro esempi di operatori dai contorni professionali incerti ed ambigui e che non rispondono ad alcuna precisa comunità scientifica come il “counselor”, il “reflector”, il “coach”, il “personal trainer”, il “mediatore relazionale” il “pedagogista clinico”, lo “psicofilosofo” ed altri ancora.Tali titoli possono essere un valore aggiunto della formazione di un professionista in possesso di una formazione di base, in altro caso non possono garantire la competenza e la professionalità che spesso si arrogano.
E’ evidente che tutte queste figure possono indurre nei cittadini confusioni sugli ambiti di intervento possibili e, inoltre, non forniscono ai cittadini garanzie deontologiche in quanto prive di un organismo di controllo (quale ad es. l’Ordine professionale) che vigili e possa sanzionare l’operato dei singoli qualora questo violi i codici di comportamento della categoria.
 
L’ambiguità e il rischio di sconfinamento nell’ambito psicologico si evidenziano già dalla definizione dei propri ambiti che queste attività non regolamentate autonomamente si danno.
Vediamone alcuni esempi:
 
Pedagogisti clinici: il Pedagogista clinico concretizza diagnosi pedagogico-cliniche per favorire un’equilibrata evoluzione socio-relazionale e psico-affettiva.
 
Reflector: aiuta l’individuo a riflettere su di sé, utilizzando le risorse personali e promuovendo un’esperienza interiore volta a sviluppare nella persona una profonda comprensione di se stessa per favorirne l’azione della volontà, agevolarne lo slancio vitale e promuovere l’armonia.
 
Mediatore relazionale: promuove il passaggio da un atteggiamento statico a uno dinamico e creativamente partecipativo tra individui coinvolti in situazioni conflittuali.
 
Counselor: affronta in modo olistico problemi emozionali aiutando a prendere decisioni, a gestire crisi, a migliorare le relazioni, a promuovere e sviluppare la consapevolezza personale, a lavorare con emozioni, pensieri e conflitti interni ed esterni.
 
Psicofilosofo: risolve problemi esistenziali, morali, relazionali, etici, religiosi, familiari, matrimoniali, per riuscire ad affrontare la vita nella maniera più consona alla propria personalità.
 
E’ evidente, pertanto, che l’utilizzo delle prestazioni di tali operatori in qualità di “esperti” delle aree psicologiche e relazionali tipicamente di competenza dello psicologo, espone l’utenza e la committenza (siano essi semplici cittadini o altri professionisti) a rischi di gravi cadute qualitative rispetto alle effettive esigenze.
Per tale ragione, al fine di tutelare la propria salute psico-fisica, è importante che qualunque cittadino che ritenga necessario accedere a prestazioni psicologiche si rivolga unicamente a
professionisti regolarmente iscritti all’Albo, il cui operato è sottoposto al diretto controllo dell’Ordine competente.

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