Una disciplina sportiva può favorire lo sviluppo di un disturbo alimentare o di anoressia?

Generalmente, per anoressia atletica si intende un disturbo alimentare associato all'allenamento e alla performance sportiva. I primi studi sull’argomento sono iniziati a partire dagli anni ’90 (Sundgot-Borgen, 1993; 1994) ed hanno preso in considerazione gruppi di atlete di diversi sport agonistici.

In molti sport, l’eccessivo controllo del corpo, attuato nel tentativo di ottenere un miglioramento delle performance, può, in linea di principio, dare vita o essere l’inizio di un vero e proprio disturbo alimentare, tuttavia senza necessariamente manifestare tutti i criteri specifici e diagnostici dell'anoressia nervosa.

Le atlete maggiormente a rischio sono soprattutto le praticanti di sport nei quali è necessario mantenere un costante monitoraggio del peso corporeo, per garantire una prestazione atletica ottimale, rientrare in determinate categorie di peso (come nella boxe, ad esempio), oppure corrispondere a determinate proporzioni e canoni estetici (come nella danza, la ginnastica ritmica, il nuoto sincronizzato, ecc..). L’obiettivo di un corpo perfetto, efficiente e funzionante solitamente viene ricercato diminuendo le calorie introdotte e sovrallenandosi, con una ostinazione, caparbietà e perseveranza tali da provocare seri pericoli per la salute. Proprio per questa possibilità, per il pericolo di compromissione della salute psico-fisica, l'anoressia atletica può essere associabile ai disturbi alimentari (di cui fanno parte anche l'anoressia e la bulimia nervosa), anche se la sua reale classificazione in questo contesto diviene controversa.

Numerose ricerche portano ad affermare che alcuni individui sono portati a scegliere discipline sportive già in sintonia con le loro problematiche psicologiche.

Le atlete temono un aumento di peso indesiderato, che potrebbe pregiudicare la prestazione o la sua valutazione. Questa ragione fornirebbe un eccellente alibi per le giovani anoressiche al fine di respingere se non addirittura rifiutare la loro femminilità.

Anche la natura dello sport può influenzare lo sviluppo e la salute fisico-mentale già in giovane età.

Comunque sia, gli sport maggiormente a rischio possono essere suddivisi in quattro categorie: sport basati su categorie di peso, sport in cui la riuscita corretta dei movimenti dipende da un basso peso corporeo, sport estetici, sport di endurance.

Altri studi hanno permesso di ricavare gli elementi che possono generare una sorta di predisposizione nell'atleta: dipendenza da gara, inizio precoce, discipline giudicate rispetto a quelle misurate.

Infine, fattori esterni, come la pressione dei genitori, degli allenatori e anche una certa cultura dello sport, possono incoraggiare e legittimare delle condotte particolari nei confronti del cibo, che possono far sorgere una qualche problematica alimentare.

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