Vaginismo e dispareunia possono presentarsi associati. E' possibile distinguerli?

In linea di principio, è possibile distinguere la dispareunia dal vaginismo in quanto nella prima il sintomo primario é il dolore e solo secondariamente si manifesta la risposta tonica (contrazione riflessa degli elevatori dell'ano e chiusura delle coscie). Per quanto riguarda il vaginismo, se ne possono distinguere vari "gradi" in occasione dell'esame pelvico:

  1. lo spasmo della paziente viene alleviato attraverso la rassicurazione;
  2. lo spasmo viene alleviato attraverso l'esame;
  3. lo spasmo é presente e la paziente e la paziente si rialza;
  4. lo spasmo é massimo, tale da indurre la paziente a rialzarsi, con adduzione e flessione degli arti inferiori;

In nessuno di questi casi il dolore è l’elemento scatenante o primario. Va peraltro osservato che la sintomatologia non risulta di facile interpretazione. Può accadere, per esempio, che lo spasmo della muscolatura vaginale renda la penetrazione dolorosa, ma può anche accadere che sia il dolore provocato da un rapporto sessuale ad innescare uno spasmo vaginale anche molto intenso, per questo motivo in alcuni casi il vaginismo si configura clinicamente come una forma particolare di dispareunia. Ad ogni modo, il dolore coitale tipico della dispareunia femminile può manifestarsi in diversi momenti:

  • durante la penetrazione iniziale
  • durante la penetrazione profonda
  • in fase post-coitale

La letteratura scientifica sull’argomento trova un largo accordo nell’ipotizzare un’origine psicologica quando il dolore insorga all’inizio della penetrazione e, invece, un’eziologia organica quando compaia più tardivamente, accompagnando il progredire della penetrazione.

E’ risaputo che sono numerose le condizioni fisiopatologiche pelviche che possono giustificare una sintomatologia dolorosa coitale, tuttavia va anche tenuto presente che le dispareunie psicogene tendono spesso ad acquisire valenza psicosomatica, nel senso che un effettivo disagio può essere dilatato e assunto dal paziente come sintomo doloroso. Questo, soprattutto a seguito di una difficoltà relazionale, ad una sofferenza depressiva, ad un rifiuto del proprio vissuto o dell’immagine corporea.

In altri casi, meno frequenti, la dispareunia può invece configurarsi come un’algolagnia ed associarsi a un’erotizzazione del dolore, ossia può essere l’espressione di una parafilia per cui un soggetto prova piacere sessuale mediante il dolore, che può essere a vari livelli di intensità. In questo caso il dolore fisico funziona da stimolo diretto per il raggiungimento dell'orgasmo.

In alcune relazioni di coppia, poi, la dispareunia può essere utilizzata dalla donna con intento punitivo, consapevole o inconsapevole, nei confronti del partner, il quale potrà sviluppare sentimenti di colpa coerentemente alla situazione vissuta.

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