Psicologia e Medicina in dialogo: la relazione con il paziente

Tra pazienti e medici di famiglia scarsa fiducia reciproca

Rapporto fiduciario? Non troppo. Tra il medico di famiglia e il suo paziente la fiducia reciproca sembra essere piuttosto scarsa. Tra mancanza di tempo, sovraccarico di lavoro, diffidenza, poca attitudine a raccontare i sintomi e difficoltà di ascolto il risultato finale è che i due soggetti della relazione spesso non si capiscono. E' il quadro tracciato da un'indagine di Altroconsumo - realizzata, su tutto il territorio nazionale, con un questionario a cui hanno risposto 1.742 dottori e 1.132 pazienti tra i 24 e i 74 anni - che evidenzia una percezione del tutto diversa su molti fronti, come emerge dal confronto delle risposte. Ad esempio: il 34% degli assistiti afferma di seguire rigorosamente le indicazioni ma solo il 9% dei camici bianchi crede che lo facciano.

E mentre il 20% dei medici è convinto di capire i problemi del paziente dall'altra parte solo l'8% degli assistiti si sente compreso. E ancora: il 21% dei medici crede che i pazienti abbiano fiducia nella diagnosi ma sono molti di più, il 30%, gli assistiti che affermano di avere completa fiducia. I camici bianchi appaiono poi diffidenti: Solo il 13% è convinto che i propri pazienti siano trasparenti mentre ben il 55% afferma di esserlo. Nella pratica, poi, l'86% dei professionisti ritiene essenziale che i pazienti li informino sui farmaci presi autonomamente ma solo il 19% lo fa. Il 60% dei camici bianchi consiglia di fare una lista dei sintomi ma è un'indicazione ignorata dal 70% dei pazienti. "Rompere il muro di incomunicabilità - secondo Altroconsumo - è quindi ormai una priorità, ma per farlo è necessario che ai medici vengano dati i giusti strumenti durante il percorso universitario, cosa che purtroppo ancora non avviene in maniera strutturata negli atenei italiani".

Il Centro InterattivaMente ha promosso ed organizzato un metodo di lavoro di gruppo destinato ai medici e alle altre professioni di cura e d’aiuto, che ha come scopi la formazione psicologica alla relazione con il paziente, la “custodia del ruolo curante” e la promozione del benessere lavorativo.

I presupposti dei Gruppi Clinici Costruttivisti sono rappresentati da quattro linee principali:

  1. I problemi psicologici spesso si manifestano attraverso fenomeni fisici e d’altra parte la malattia fisica ha conseguenze psicologiche.
  2. Il medico non è un osservatore neutrale e il paziente non è un “pesce isolato in un acquario”.
  3. La medicina generale offre un terreno fertile per l’applicazione della riflessione psicologica.
  4. Comprendere il paziente come persona e mostrare empatia nei suoi confronti hanno di per sé valore terapeutico.

Il Gruppo Clinico Costruttivista non è un seminario didattico, né una terapia di gruppo per medici, bensì un “ambiente di apprendimento”, cioè un’istituzione formativa che offre ai medici l’opportunità di:

  • esplorare e verificare continuamente la loro percezione dei fattori emotivi e di personalità – propri e dei loro pazienti – che giocano un ruolo nella malattia o interferiscono col trattamento o influenzano la relazione terapeutica;
  • ridefinire il proprio ruolo di cura (senza alcun bisogno di diventare psichiatri o psicologi), anche nella relazione più ampia con la rete dei servizi e le istituzioni sociali coinvolte nel processo di cura.

Questa iniziativa si rivolge a tutti coloro che "si prendono cura" dei pazienti e apprezzano l’importanza del progresso tecnologico, ma sono, nello stesso tempo, preoccupati che ci si possa dimenticare che i pazienti sono esseri umani consapevoli e non solo "macchine biologiche".

Il dialogo tra Psicologia e Medicina può sicuramente dare una mano sia a chi fa scienza sia a chi lavora in clinica per la soluzione dei problemi della sanità nella società contemporanea. Che l’ammalato sia qualcosa di più di un orologio guasto da riparare non è solo una nobile presa di posizione etica, ma deve diventare la regola del rapporto medico-paziente".

Per informazioni o là dove vi fosse il desiderio di partecipare, potete scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: info@interattivamente.org , oppure potete telefonare al seguente numero di cellulare 349.8632076.

A presto

Dr. Marco Inghilleri 

(direttore responsabile di InterattivaMente - Centro di Psicologia Giuridica – Sessuologia Clinica – Psicoterapia di Padova)

 

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