La dipendenza sessuale Diagnosi e strumenti clinici (Emiliano Lambiase)

E' con estremo interesse che il Centro clinico InterattivaMente propone la lettura dell'ultimo lavoro dell'amico Dr. Emiliano Lambiase:

La dipendenza sessuale è un disturbo di cui molto si parla e spesso, in modo inadeguato, vi si ricorre per giustificare condotte patologiche o immorali. Dopo anni di dibattiti scientifici è stata ufficialmente inserita nell'undicesima versione della classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione mondiale della sanità (ICD-11), all'interno della categoria dei disturbi del controllo degli impulsi, col nome di compulsive sexual behaviour disorder. Il libro, dopo aver presentato i più recenti sviluppi diagnostici e le attuali ipotesi psicologiche (attaccamento, funzionamento metacognitivo e meccanismi di apprendimento) e neurologiche, illustra un protocollo terapeutico basato su una lunga esperienza e impostato in modo da poter essere utilizzato da professionisti di qualunque approccio terapeutico. Le spiegazioni teoriche e pratiche sono affiancate dalla descrizione di alcuni casi clinici.

Dipendenza Sessuale

Emilano Lambiase

Tutti gli esseri umani nutrono un profondo desiderio di essere felici e trovare la serenità. Nella dipendenza sessuale la persona usa il comportamento sessuale per procurarsi volontariamente un mutamento dello stato emotivo, illudendosi in questo modo di riuscire ad ottenere la felicità e la serenità che non si riesce a sperimentare altrimenti, oppure sperando di riuscire ad ottenerla più frequentemente o stabilmente possibile non riuscendo a tollerarne l’assenza, la fatica e l’attesa implicate nella sua ricerca o la presenza di emozioni negative.
La ricerca di sesso, incluse le fantasie ed i rituali sessuali, sono quindi anche un tentativo di fuga dai propri problemi e dalle proprie sofferenze attraverso l’alterazione dello stato mentale che avviene mentre si fantastica, si ricerca o si vive un rapporto sessuale. L’euforia di questi momenti permette infatti di raggiungere uno stato di benessere e di distacco dalla realtà all’interno del quale la persona dimentica, seppur momentaneamente, tutti i suoi problemi. L’alterazione emotiva dovuta all’appagamento sessuale risulta essere, quindi, uno stato tanto emozionante ed avvincente poiché rimuove la sensazione di dolore ed angoscia e permette di sperimentare un forte stato di appagamento, di soddisfazione e di piacere.
Il distacco dalla realtà creato dal comportamento sessuale e dai rituali ad esso associati permettono ai dipendenti, almeno nelle prime fasi del processo di dipendenza, di sentirsi vivi e realizzati. L’attività sessuale può apportare un temporaneo sollievo, ma in realtà non può procurare una genuina gratificazione. Ognuno di noi vive situazioni, sofferenze, frustrazioni e ricordi che preferirebbe non affrontare. Alle volte cerchiamo di evitarli, ma la dipendenza sessuale consiste nel trincerarsi in uno stato di evasione dalla vita, per vivere in un mondo caratterizzato dal sesso. Le persone affette da dipendenza sessuale continuano a rimandare l’esame di realtà e questo comportamento li gratifica, seppure superficialmente e momentaneamente.
Quando svanisce lo stato di distacco dalla realtà che si produce durante i rituali ed il comportamento sessuale, cessa anche la sensazione di benessere, e l’individuo torna nuovamente a sperimentare il suo dolore originale, a cui deve essere aggiunta la perdita delle sensazioni di benessere illusorio dovuto ai comportamenti compulsivi. Cessato l’orgasmo, spesso, i dipendenti sperimentano, pertanto, sentimenti negativi come rabbia, odio nei propri confronti, tristezza, vuoto interiore e vergogna. Questi sentimenti e pensieri negativi, invece di essere una molla per smettere, molto spesso creano una pressione interiore per la quale il dipendente cerca di nuovo sollievo tramite i comportamenti sessuali stessi. In questo modo viene stabilito un circolo patologico di emozioni, pensieri e comportamenti che rende sempre più ingestibile la vita.
Con il passare del tempo i dipendenti iniziano a fare ricorso ai loro agiti con una frequenza sempre più incalzante. In ogni caso il dolore riappare, più intenso e più persistente, fino a raggiungere livelli di sofferenza e disperazione sempre maggiori.
Nel caso in cui il disturbo è nelle prima fasi la persona può ancora sperimentare prevalentemente sensazioni positive e piacevoli collegate alla propria vita sessuale ma, con il passare del tempo, perde sempre di più il contatto emotivo con se stesso e con gli altri, e con esso il controllo dei propri comportamenti. Mentre all’inizio il sesso è uno “strumento” attraverso il quale modificare il proprio umore, con il progredire del disturbo, diviene un “fine” rispetto al quale la persona ha perso la facoltà di decidere se ricercarlo e attuarlo, oppure no. Alla fine la ricerca del sesso diviene un rituale al quale non sono più associati i sentimenti piacevoli di un tempo ma, molto spesso, prevalentemente emozioni negative (ad esempio vergogna, tristezza o senso di colpa) oppure sensazioni di vuoto.
Lentamente si comincia a dipendere dal processo di dipendenza per ottenere una sensazione di soddisfazione, non riuscendo più a fare a meno dei comportamenti sessuali o dei rituali ad essi associati, a prescindere dai risultati ottenuti dalla loro messa in atto anzi, nonostante le conseguenze negative che ne derivano.
Il sesso e la sua ricerca divengono, quindi, i bisogni fondamentali rispetto ai quali tutto il resto viene sacrificato, comprese le persone che vengono considerate solamente come oggetti da usare. I dipendenti sessuali hanno perso il controllo sulla loro capacità di dire no, sulla loro abilità di scegliere. Il loro comportamento sessuale diviene parte di un ciclo di pensieri, sentimenti ed azioni che non sono più in grado di controllare.
Nel momento in cui un individuo inizia a ricercare nel sesso la propria stabilità emotiva, sta ponendo le fondamenta per instaurare un rapporto di dipendenza con questa attività.
I dipendenti progressivamente passano attraverso fasi nelle quali si ritirano dagli amici, dalla famiglia e dal lavoro. La loro vita segreta diviene più reale di quella pubblica. Le persone che li conoscono vedono solo una parte della loro vera identità e solo l’individuo dipendente conosce la realtà della doppia vita che conduce e della quale, spesso, si vergogna.
Nel valutare la presenza o meno di una dipendenza sessuale è inoltre importante non confonderla con la positiva, piacevole e intensa sessualità oppure con la semplice alta frequenza di rapporti sessuali. Alcune persone vivono degli eccessi sessuali ma sono in grado di controllarli e dir loro di no. I dipendenti sessuali hanno, invece, perso il controllo sulla loro capacità di scegliere, divenendo incapaci di gestire il proprio comportamento sessuale. Inoltre, tutti possono utilizzare il comportamento sessuale per entrare in intimità o ottenere la soddisfazione di bisogni non primariamente sessuali, la differenza sta nell’estensione di questo utilizzo e, soprattutto, nella perdita di controllo nonostante le conseguenze.
Riassumendo, possiamo sinteticamente definire la dipendenza sessuale come un disturbo caratterizzato dalla perdita di controllo reiterata e ricorsiva sulle fantasie, i desideri ed i comportamenti sessuali, nonostante la presenza delle conseguenze negative che la persona ne ricava. Il dipendente vive il desiderio sessuale e la sua realizzazione (nelle fantasie o nei comportamenti) come la modalità prevalente, se non esclusiva, per alterare il proprio stato mentale al fine di fuggire dagli stati emotivi negativi e/o sperimentare sensazioni piacevoli, ritenendo di non riuscire a ottenere diversamente tali risultati. Quando il soggetto non riesce a mettere in atto il comportamento sessuale può sperimentare stati di angoscia, agitazione o rabbia. Nel tempo il sesso diviene sempre più pervasivo e centrale nella vita della persona fino a divenire l’elemento attraverso il quale il dipendente ricerca e conferisce senso alla propria vita.

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