Le nuove dipendenze

DIPENDENZA AFFETTIVA

 

Se non puoi vivere senza una persona, non sei in grado nemmeno di vivere con lei

(G. Nardone)

 

Il disturbo identifica una condizione relazionale caratterizzata dalla presenza di dipendenza e dall’assenza cronica di reciprocità nella vita affettiva e nelle sue manifestazioni all’interno della vita di coppia. Vero è che una certa quota di dipendenza sussiste in qualsiasi tipologia di relazione e che – se limitata – risulta utile all’instaurarsi del rapporto, oltre che ad ottenere conferme, sostegno e approvazione. La dipendenza affettiva propriamente detta assume, però, dei rivolti totalizzanti per la persona che si annulla dedicandosi alle esigenze del partner, nel fallimentare tentativo di controllarlo, di “salvarlo” e di cambiarlo, per farlo diventare somigliante a ciò che vorrebbe che fosse, nell’irrealistica aspettativa di giungere ad essere amata esattamente come desidera essere amata.

Così come la persona dipendente non riesce ad amare il partner per quello che è, allo stesso modo non è in grado di farsi amare per ciò che è, in quanto nutre un atteggiamento negativo verso se stessa e il proprio valore: atteggiamento che la induce a ritenere di essere cattiva o inadeguata, a vergognarsi della sua natura e a rinunciare ad aspetti sostanziali della propria identità, a nascondersi dietro un’immagine di facciata allo scopo di compiacere l’amato e ad esorcizzare le proprie paure adoperandosi per essere meritevole di amore (es. essere diligente, amabile e dedita all’altro, fino ad addossarsi la colpa dei suoi comportamenti e a misurare la forza dell’attaccamento dalla profondità del proprio tormento). Inevitabilmente, il tutto produce un effetto contrario a quello sperato: le paure anziché diminuire, tendono ad aumentare e a rafforzare la tendenza ad “immolarsi” per l'altro.

Tra le caratteristiche salienti della persona dipendente compaiono la dispersione o diffusione dell’identità (mancata percezione dei confini tra sé e l’altro), cronici sentimenti di vuoto affettivo ed esistenziale, distorsioni nelle distanze interpersonali, la tendenza a radicare il senso della propria autostima sul controllo di sé e degli altri, nonostante i risvolti negativi. Le ulteriori peculiarità riguardano:

  • La difficoltà nel riconoscere i propri bisogni, nel prendersi cura di sé e nel ritagliare degli spazi personali. Amare il partner comporta subordinare i propri bisogni a quelli dell’altro, così come un massiccio dispendio di attenzioni ed energie che potrebbero essere canalizzate in attività tese al raggiungimento di obiettivi individuali.
  • La paura di cambiare, ovvero il timore di coltivare capacità e interessi che possano mettere a repentaglio la stabilità del rapporto di coppia, portando alla separazione e all’abbandono. Il che costituisce una negazione della natura stessa dell’amore – inteso come legame di reciproco scambio e accrescimento – senza contare che nella maggioranza dei casi la relazione risulta poco gratificante per entrambi i partners, oppure distruttiva e umiliante. Non è, comunque, raro che la persona affettivamente dipendente stenti nel rinegoziare nuove regole di rapporto o nel prendere le distanze da un legame privo di progettualità e di prospettive di sviluppo. La percezione che la propria vita si sia “fermata” è molto intensa e frustrante: consapevolezza che contribuisce a rafforzare l’inclinazione a calpestare i propri bisogni e ad alimentare l’intento di farsi amare da una persona su cui sono state investite tante energie e speranze.

 

DIPENDENZA DA SHOPPING COMPULSIVO

 

Viviamo in un'epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità

(O. Wilde)

 

Lo shopping compulsivo rappresenta una risposta disfunzionale ad una situazione spiacevole o ad una condizione di vita avvertita come frustrante e inappagante, nel tentativo di alleviare il malessere, di ottenere sollievo, di riconquistare equilibrio o quanto meno di sperimentare una temporanea sensazione di euforia e benessere.

Il frenetico girovagare da un negozio all’altro e l’irrefrenabile bisogno di acquistare oggetti ha, però, un effetto del tutto limitato e circoscritto: una volta tolta l’etichetta del prezzo dell’oggetto acquistato, scema anche il senso di benessere. L’atto del comprare compulsivamente viene poi spesso seguito da sentimenti di rimorso, vergogna e colpa. Queste emozioni, associate ad una profonda depressione, facilitano l’instaurarsi di un circolo vizioso basato sulla dipendenza.

 

DIPENDENZA DA GIOCO D’AZZARDO

 

Nessuno sceglie il male capendo che è un male, ma ne resta intrappolato se, per sbaglio, lo considera un bene rispetto a un male maggiore

(Epicuro)

 

La caratteristica fondamentale del gioco d'azzardo patologico è un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco d'azzardo, che compromette le attività personali, familiari, o lavorative. La maggior parte degli individui afferma di ricercare l'avventura (uno stato di eccitazione ed euforia) ancora più dei soldi. Possono essere necessarie scommesse e puntate progressivamente più ingenti, o rischi maggiori, per continuare a produrre il livello di eccitazione desiderato. Spesso continuano a giocare nonostante i ripetuti sforzi per controllare, ridurre o interrompere il comportamento. Possono provare irrequietezza o irritabilità quando tentano di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo. Possono giocare per risolvere i propri problemi o alleviare un umore disforico (es. sentimenti d’impotenza, colpa, ansia o depressione). Possono altresì sviluppare una modalità di rincorsa al ripristino delle perdite riportate, mediante il bisogno di restare sempre nel gioco (spesso con puntate più forti o assumendo maggiori rischi). Possono mentire per occultare l'entità del proprio coinvolgimento. Quando le possibilità di ottenere prestiti sono esaurite, possono ricorrere a comportamenti antisociali per ottenere denaro (es. contraffazione, frode, furto o appropriazione indebita). A fronte di tale atteggiamento, possono mettere a repentaglio una relazione significativa o perdere importanti opportunità lavorative. In alternativa possono cercare di scappare, scaricando sulla famiglia una situazione finanziaria insanabile e disperata.

 

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