Mercoledì, 08 Maggio 2013 06:10

Quando la normalità diventa normopatia

Erigere la normalità a ideale è un vero e proprio sintomo e si può considerare una difesa personologica che blocca la libertà del pensiero e la messa in discussione delle apparenze. Questo tipo di persone "normali" si creano un'autentica corazza che le protegge dalle trasgressioni, anche solo immaginate, cosicchè una qualsiasi passione viene devitalizzata e anestetizzata, dal momento che la mancanza d'immaginazione e fantasia impedisce il sogno e la creazione di legami simbolici.
Se lo psicotico cancella la distinzione fra l'immaginario e la realtà esterna, creandosene una esclusiva e non condivisibile con gli altri, il cosiddetto “normale” si chiude in una barriera sclerotizzante, in quanto lascia circolare solo ciò che è largamente condivisibile con gli altri e del ricco fluido della vita psichica rimane, allora, ben poco.
Il risultato ultimo di questa “normalità” è un vivere nel “cimitero dell’immaginario”, nel quale ci si preclude persino il rimpianto. Non ci si accorge così di essersi pesantemente radicati in una psicosi ben compensata da un sovra adattamento.

Martedì, 07 Maggio 2013 16:10

Prigionieri di noi stessi

Occorre invece che noi ricerchiamo le idee al di fuori e al di sopra di noi: poiché in noi abbiamo soltanto le ombre.

 (Giordano Bruno)

Martedì, 07 Maggio 2013 13:13

Soffrire per amore?

Soffrire per amore ed essere dediti totalmente all'amato sono tendenze esaltate dalla nostra cultura con toni romantici. Dalle canzoni popolari all'opera lirica, dalla letteratura classica ai romanzi umoristici, dalle telenovelas ai film acclamati dalla critica, siamo circondati da esempi innumerevoli di amori non ricambiati e relazioni immature, che vengono glorificate ed esaltate al massimo. Da questi modelli culturali continuiamo a sentirci ripetere che la profondità dell'amore si misura dalla sofferenza inerente e chi soffre davvero ama di vero amore. Quando un cantante piange in toni sommessi la sua incapacità di smettere di amare qualcuno anche se la sua sofferenza è tanta, forse per la sola forza della continua ripetizione di questo punto di vista, in noi c’è qualcosa che accetta la canzone come espressione autentica di ciò che l’amore deve essere. Accettiamo che la sofferenza sia una parte naturale dell’amore e che la predisposizione a soffrire per amore dell’amore sia un’attitudine positiva anziché negativa.

Esistono ben pochi modelli di relazioni paritarie, sane, mature, sincere, senza manipolazioni e prevaricazioni, probabilmente per due motivi:

Il primo è che, in tutta sincerità, queste relazioni nella vita quotidiana sono piuttosto rare.
Il secondo è che, poiché nelle relazioni sane la qualità degli scambi emotivi spesso è più sottile ed elusiva dei drammi fragorosi delle relazioni malate, le loro possibilità teatrali di solito sono trascurate dalla letteratura, dal cinema e dalle canzoni.

Se siamo infestati da storie di relazioni contorte, forse è perché sono molto vicine a tutto quello che vediamo e conosciamo. Immaginiamo, per esempio, di sostituirci agli sceneggiatori dei testi dei teleromanzi più seguiti, e immaginiamo di narrare una storia nuova. Nel nostro episodio tutti i personaggi comunicano tra loro in modo sincero, aperto e affettuoso. Niente bugie, niente segreti, nessuna prevaricazione, nessuno col desiderio di farsi vittima di qualcun altro, nessuno a recitare la parte opposta. Per un giorno, un solo giorno, gli spettatori potrebbero così vedere persone impegnate in relazioni sane, con fiducia reciproca, fondata su una comunicazione genuina.

Questo stile di rapporti non solo sarebbe in netto conflitto con la forma abituale di quei programmi, ma avrebbe messo anche in evidenza, per l’estremo contrasto, quanto siamo saturi delle descrizioni di sfruttamento, manipolazioni, sarcasmi, ricerca di vendetta, di gente che deliberatamente provoca gelosia, sofferenza, mente, minaccia, costringe e così via. Se pensate a quanto un solo frammento che descriva un modo di comunicare sincero e un amore maturo potrebbe cambiare la qualità di queste saghe senza fine, considerate anche quali conseguenze può avere per ciascuno di noi lo stesso cambiamento dei modi di comunicare.

Ogni cosa si realizza in un contesto, compreso il nostro modo di amare. Dobbiamo essere consapevoli dell’insufficienza pericolosa del modo in cui la nostra società concepisce l’amore, e opporci all’immaturità superficiale e frustrante nelle relazioni personali che esalta. Abbiamo bisogno di impegnarci a sviluppare rapporti personali più aperti e maturi che i nostri media culturali non sembrano approvare, e a rinunciare all’agitazione e al tumulto emotivo per avere in cambio un’intimità più profonda.

Martedì, 07 Maggio 2013 12:55

Il significato della vita

Non vi è significato nella vita, all’infuori del significato che l’uomo conferisce alla sua vita.

(Fromm 1947,Dalla parte dell’uomo. Indagine sulla psicologia della morale, tr. it. Astrolabio-Ubaldini, Roma 1971 p. 43)

 

 

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