Martedì, 22 Ottobre 2013 11:07

Gioco d'azzardo

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La caratteristica fondamentale del gioco d'azzardo patologico è un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco d'azzardo, che compromette le attività personali, familiari, o lavorative. La maggior parte degli individui afferma di ricercare l'avventura (uno stato di eccitazione ed euforia) ancora più dei soldi. Possono essere necessarie scommesse e puntate progressivamente più ingenti, o rischi maggiori, per continuare a produrre il livello di eccitazione desiderato. Spesso continuano a giocare nonostante i ripetuti sforzi per controllare, ridurre o interrompere il comportamento. Possono provare irrequietezza o irritabilità quando tentano di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo. Possono giocare per risolvere i propri problemi o alleviare un umore disforico (es. sentimenti d’impotenza, colpa, ansia o depressione). Possono altresì sviluppare una modalità di rincorsa al ripristino delle perdite riportate, mediante il bisogno di restare sempre nel gioco (spesso con puntate più forti o assumendo maggiori rischi). Possono mentire per occultare l'entità del proprio coinvolgimento. Quando le possibilità di ottenere prestiti sono esaurite, possono ricorrere a comportamenti antisociali per ottenere denaro (es. contraffazione, frode, furto o appropriazione indebita). A fronte di tale atteggiamento, possono mettere a repentaglio una relazione significativa o perdere importanti opportunità lavorative. In alternativa possono cercare di scappare, scaricando sulla famiglia una situazione finanziaria insanabile e disperata.

Pubblicato in Psicologia clinica
Sabato, 21 Settembre 2013 16:03

Psicoterapia di gruppo

L’esperienza del gruppo costituisce uno spazio all’interno del quale i pazienti, spesso accomunati dalle stesse problematiche psicologiche, possono confrontarsi liberamente sui loro vissuti, stati d’animo e dinamiche relazionali emergenti, superando il senso di solitudine che spesso accompagna il disagio psicologico. Attraverso il confronto mediato dal terapeuta è possibile giungere alla risoluzione, trasformazione e comprensione della proprie difficoltà personali. Tale intervento può essere associato alla terapia individuale.

Pubblicato in Psicoterapia
Martedì, 10 Settembre 2013 14:47

Psicoterapia

La psicoterapia  è un processo interpersonale, consapevole e pianificato, volto al trattamento delle problematiche psicologiche, degli aspetti disfunzionali del comportamento e delle connesse situazioni di sofferenza emotiva, affettiva o esistenziale esperite dalla persona, con l’utilizzo di metodologie psicologiche, verbali e non, orientate al raggiungimento di un maggior benessere psicofisico percepito. Attraverso un percorso di conoscenza profonda di sé, è possibile giungere a nuovi e più funzionali significati attribuiti alle proprie esperienza di vita  e alla modificazione di alcuni aspetti della propria identità personale.

La psicoterapia individuale prevede colloqui clinici, della durata di 50-60 minuti, con frequenza da definire in funzione della problematica del paziente. Questo intervento si propone di guidare la persona nel processo di conoscenza del proprio mondo interno, così da favorire una progressiva maturazione emotiva e il raggiungimento di una maggiore serenità. Il terapeuta sostiene il processo conoscitivo, attraverso una comprensione empatica, l’elaborazione dei contenuti psichicila riattribuzione di senso delle esperienzevissute dalla persona.

 

 

Chi non ha pazienza non ottiene niente.
Una ferita ha bisogno di tempo per guarire.
Noi ci serviamo della nostra intelligenza, non della magia,
e l'intelligenza ha bisogno di tempo.

(W. Shakespeare, Otello, tr. it. in "Teatro completo di William Shakespeare. Le Tragedie, Mondadori, Milano, 1976, p. 385)

 

 

La potenza della parola nei riguardi delle cose dell'anima sta nello stesso rapporto della potenza dei farmaci nei riguardi delle cose del corpo

 

(Gorgia 483 a.C. circa – 375 a.C.)
 
 
 

 


LORENZO CIONINI
Professore associato di Psicologia clinica presso la Facolta' di Psicologia dell'Universita' degli Studi di Firenze;
Past-President della "Societa' Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva" (SITCC);
Past-President della "Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia" (FIAP);
Didatta della SITCC e della "Associazione Italiana di Psicologia e Psicoterapia Costruttivista" (AIPPC).

Pubblicato in Psicoterapia

In termini molto generali,  un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l'orgasmo in più della metà dei rapporti sessuali. Nei successivi sviluppi scientifici della sessuologia, a questa definizione si sono susseguite altre interpretazioni del fenomeno che correlano la precocità dell'eiaculazione alla durata del rapporto sessuale, al numero di spinte coitali, alla percezione di controllo sull'eiaculazione, alla soddisfazione del partner e della coppia.

Le cause dell'eiaculazione precoce possono essere di tipo organico o di tipo psicologico ed emotivo, riguardando la storia e le caratteristiche individuali e in alcuni casi le dinamiche relazionali della coppia.

Le cause organiche possono essere riferite ad ipersensibilità del glande, eventualmente accentuata da anomalie anatomiche esterne come la fimosi e il frenulo del pene corto, oppure a processi infiammatori come prostatite e vescicolite.

In altri casi l'origine è di tipo psicologico e riguarda spesso un'errata abitudine psicofisiologica acquisita attraverso un'attività autoerotica condotta con fretta e frenesia nell'epoca adolescenziale, spesso per via di sensi di colpa latenti o della necessità di celare tale pratica agli adulti.

Alla difficoltà nel controllo dell'eiaculazione può inoltre contribuire il fenomeno dell'ansia da prestazione e una più generale difficoltà a gestire ed esprimere le emozioni.

Il trattamento elettivo è quello psicosessuologico che consente lo sviluppo di una maggiore competenza nel gestire i tempi dell'orgasmo attraverso esercizi progressivi come lo "stop and start", tecniche di rilassamento e strumenti psicoterapeutici in un percorso strutturato e personalizzato con il supporto di uno psicologo-psicoterapeuta.

In alternativa, esiste la possibilità di un trattamento farmacologico prescritto e monitorato rigorosamente   da un medico. La dapoxetina  è un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI) entro lo spazio sinaptico cerebrale, che ha dimostrato attività nel ritardare l'orgasmo nel paziente affetto da eiaculazione precoce. È l'unico farmaco finora ufficialmente approvato dall'EMEA (Agenzia europea per i medicinali) per il trattamento di questo disturbo. Il meccanismo d’azione della dapoxetina nell’eiaculazione precoce è probabilmente correlato all’inibizione a livello neuronale della ricaptazione della serotonina. Gli inibitori del reuptake della serotonina sono noti per determinare un ritardo nella eiaculazione, ma richiedono diversi giorni di assunzione prima che tale effetto venga raggiunto ed inoltre la loro sospensione spesso causa una crisi di tipo astinenziale. L’eiaculazione umana è principalmente mediata dal sistema nervoso simpatico. Il farmaco inibisce il riflesso eiaculatorio dell’espulsione agendo a livello di alcuni nuclei cerebrali con l'effetto finale di un incremento della latenza e di una diminuzione della durata di scarica del riflesso dei motoneuroni del nervo pudendo.

La Dapoxetina è indicata negli uomini tra i 18 ed i 64 anni di età per il trattamento dell’eiaculazione precoce. Deve essere prescritto solo in presenza dei seguenti criteri, che debbono essere considerati nel loro insieme:

  • Eiaculazione persistente o ricorrente, presente alla minima stimolazione sessuale
  • Tempo di latenza eiaculatoria intravaginale inferiore ai due minuti
  • Notevole disagio psicologico derivato dallo scarso controllo fisico o da difficoltà interpersonali con il/la patner
  • Anamnesi positiva per eiaculazione precoce almeno nei sei mesi precedenti la prescrizione

 

La Dapoxetina può dare diversi effetti collaterali indesiderati. In corso di trattamento si possono  osservare capogiro e vertigini, cefalea,nausea,insonnia o sonnolenza, ansia, irritabilità, tremore, visione offuscata, vampate di calore, secchezza delle fauci, dispepsia, vomito, dolore addominale epigastrico, diarrea,sudorazione. Quindi, è molto importante consultare sempre preventivamente il proprio medico di fiducia. 

 

 

Pubblicato in Domande e risposte

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